La regia è sempre di stampo classico, mentre la scenografia presenta alcune felici intuizioni che rafforzano il dettame della musica pucciniana. Del resto Butterfly, che apparentemente sembra poco adatta agli spazi areniani, si è invece rivelata una piacevole sorpresa, complice una compagnia di canto di livello che ha trascinato il pubblico nel dramma dell’eroina giapponese. Urge una riflessione: quando gli interpreti funzionano, anche una classica regia di stampo prettamente oleografico acquista vita e senso. Miracolosamente un’opera assolutamente intimista prende vita ed efficacia senza dover ricorrere ad eserciti di comparse, anche in uno spazio di siffatte dimensioni.
Grande merito della riuscita della serata del 9 Luglio va a Svetla Vassileva che ha ottimamente interpretato Butterfly con voce calda e sonora, ma soprattutto con il piglio della vera interprete che non canta semplicemente le note ma vive il personaggio. Ottimo anche Gabriele Viviani, uno Sharpless misurato e dall’ottima timbrica. Corretto anche se meno incisivo il Pinkerton di Carlo Ventre. Di livello tutti i numerosi comprimari su cui spiccava il Goro di Saverio Fiore, ben interpretato con voce squillante. Solida e sfaccettata anche la direzione d’orchestra affidata ad Antonio Pirolli.
Il pubblico in arena ha apprezzato la serata con applausi spontanei anche a scena aperta, senza che questi venissero chiamati da qualche claque come spesso accade. Successo per tutti e ovazioni per la Vassileva.
Raffaello Malesci (09/07/2010)
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